Salvatore Santucci e l’impasto primordiale che conquista Napoli
C’è chi apre una pizzeria e aspetta il giudizio del pubblico. E poi c’è chi, appena arrivano i primi risultati positivi, sceglie di ripartire da una nuova sfida. Salvatore Santucci appartiene alla seconda categoria. A pochi mesi dall’apertura della sua pizzeria al Vomero, nel cuore di Napoli, il maestro dell’impasto guarda già oltre. I consensi ricevuti non rappresentano un traguardo, ma l’inizio di un percorso che continua a evolversi giorno dopo giorno. Lo dimostra la sua ultima creazione: l’impasto primordiale ai cinque semi, una proposta che racconta molto più di una semplice pizza
Una pizza che nasce dalla ricerca
Dietro ogni impasto firmato da Salvatore Santucci c’è una storia fatta di studio, osservazione e sperimentazione. Non è un caso se il pizzaiolo napoletano viene considerato uno dei maggiori esperti nel mondo della lievitazione naturale. Da anni porta la sua esperienza in Italia e all’estero, affiancando all’attività in pizzeria quella di formatore e divulgatore della cultura dell’impasto. Il nuovo impasto primordiale ai cinque semi nasce proprio da questa filosofia. Non si limita a proporre un gusto diverso, ma punta a raccontare un percorso professionale costruito nel tempo, attraverso prove, intuizioni e una continua ricerca dell’equilibrio. È un progetto che guarda alle origini e, allo stesso tempo, al futuro della pizza contemporanea.
Tradizione e futuro nello stesso morso
La forza del progetto di Salvatore Santucci risiede proprio nella capacità di tenere insieme due mondi che spesso vengono considerati opposti. Da una parte c’è la grande tradizione della pizza napoletana. Dall’altra la volontà di innovare attraverso nuove farine, nuove tecniche e nuove interpretazioni. Il nuovo impasto ai cinque semi rappresenta perfettamente questa visione. Un prodotto che guarda alle radici della panificazione e, allo stesso tempo, interpreta il gusto contemporaneo con personalità e carattere. È questo equilibrio ad aver contribuito al successo della pizzeria nei primi mesi di attività.
Fonte: italiadagustare.it
